Benessere psicologico: ecco il suo peggior nemico

Sono varie le “abitudini mentali” che mettono i bastoni tra le ruote al nostro benessere psicologico. Uno studio appena pubblicato ha però rivelato il peggior nemico della tua salute psichica.

Si tratta di qualcosa di insidioso che, se lasciato fare, condizionerà le nostre giornate, la nostra abilità di affrontare  positivamente i problemi e la nostra capacità di goderci le cose positive. Se lasciato fare, metterà in moto un circolo vizioso negativo che non farà altro che aumentare le probabilità di sentirci abbattuti, cronicamente tristi e tendenti alla depressione.

In questo articolo te ne parlerò e ti darò qualche consiglio per gestire questa abitudine negativa. Conoscerla è il primo passo per…

Sbarazzarsi delle abitudini mentali negative e riappropriarsi del proprio benessere

Se penso ai miei pazienti, ovviamente ho in mente situazioni molto differenti dal punto di vista della problematica riportata o della forma di disagio che li ha portati da me. Inoltre ognuno ha ovviamente una sua storia personale e una sua unicità, per cui se anche pensassi a due pazienti con lo stesso tipo di disagio (ad esempio un disturbo da ansia sociale) queste due persone avranno comunque un modo unico e individuale di rapportarsi al loro problema.

Ma c’è una cosa che, in misura più o meno maggiore, accomuna la maggior parte dei miei pazienti: le esperienze negative che gli accadono, anche minime, risuonano nella loro mente anche molto tempo dopo. Un problema sul lavoro, uno screzio con un amico o con il partner, un problema economico, risultano amplificati oltremisura. Questo perché tendono a pensare e ripensare ripetutamente a ciò che è successo, alle cause e alle conseguenze.

Questa abitudine psicologica si chiama ruminazione mentale, e avrai capito che non è una delle abitudini psicologiche più salutari. In sé, si tratta di una strategia di regolazione delle proprie emozioni negative. Strategia, però, particolarmente disfunzionale. La ruminazione mentale è quindi la tendenza a pensare continuamente ai vari aspetti di una determinata situazione che ci ha provocato un’emozione negativa, anche molto dopo che la situazione è avvenuta.

Le persone che tendono a ruminare di solito sono coinvolte per ore nell’analisi dei vari aspetti relativi al loro problema, anche dopo aver trovato una possibile soluzione. Tuttavia, ciò che spesso accade è che la ruminazione impedisce di trovare soluzioni adeguate.

È a questo punto che le cose diventano problematiche. In questo modo, infatti, non si fa altro che mantenere e alimentare l’emozione negativa collegata al problema. Se la situazione problematica ti fa sentire triste, la ruminazione eccessiva “nutrirà” la tristezza col potere di trasformarla in qualcos’altro (depressione, abbattimento, scoraggiamento…). In altre parole, l’emozione diventerà così pervasiva da ridurre le tue capacità di soluzione del problema. Questo anche perché la ruminazione porterà con sé altri pensieri negativi: è il circolo vizioso negativo del quale ti parlavo prima.

Un recente studio pubblicato su Psychology & Health ha confermato l’impatto negativo della ruminazione sul benessere psicologico La ricerca ha coinvolto 218 soggetti, ai quali sono stati somministrati vari test in grado di rivelare le loro strategie di regolazione emotiva (tra le quali la ruminazione), gli indicatori di rischio per il proprio benessere (ostilità, mancanza di ottimismo e di autostima), la loro salute psicologica (depressione, ansia, disturbi del sonno) e il loro livello di stress.

I risultati indicavano che la ruminazione era il fattore maggiormente deleterio per la propria salute psicologica. La ruminazione era infatti in grado di aumentare il livello di ostilità, l’ansia, la depressione, i problemi del sonno, e ridurre ottimismo e autostima.

Inoltre, la ruminazione aumentava l’impatto negativo dello stress. Il meccanismo è più o meno questo: la ruminazione ci fa percepire lo stress come maggiore e, al contempo, aumenta la risposta da stress, la quale a sua volta induce stati emotivi negativi e rende difficile la concentrazione necessaria per risolvere i problemi.

Quest’immagine renderà più immediata la comprensione di questo circolo vizioso:

Ruminazione e stress

Come fare per non cadere nel vortice della ruminazione?

Riconoscere in tempo i momenti in cui ci stiamo ingaggiando in una serie di pensieri ruminativi è di fondamentale importanza. Ciò ci permette infatti di sganciarci dalla ruminazione prima che essa prenda il sopravvento. Quando il suo impatto sulle nostre emozioni e sulla nostra salute psicologica è così alto da risultarci difficile da gestire, l’aiuto di uno psicologo è l’unica strada fattibile e percorribile.

Tuttavia, questi due accorgimenti possono aiutarti ad essere meno passivo di fronte alla ruminazione.

#1 Impegnati in attività che stimolano i pensieri positivi

Scegli una delle tue attività preferite. Leggere un libro, fare attività fisica, giocare a un videogame, parlare con un amico (ma non del tuo problema!): l’elenco sarebbe lunghissimo. L’importante è che si tratti di attività che ami e che ti fanno stare bene. Attività ideali sono quelle che ti obbligano a non pensare al tuo problema, come ad esempio fare le parole crociate, dal momento che l’attenzione è verso qualcos’altro. In questo modo impedirai alla ruminazione di continuare a crearti pensieri negativi e la costringerai a relegarsi in un angolo.

Ciò getterà le basi per il secondo consiglio…

#2 Prova a risolvere il problema

È inutile tentare di trovare buone soluzioni al problema se hai continue ruminazioni. Queste infatti ti porteranno pensieri generici e poco fruttuosi, come “ma perché succede tutto a me?” oppure “come sono stato stupido…“. Pensieri come questi ti porteranno facilmente a concludere che non c’è nulla che tu possa fare, col rischio di cadere nell’impotenza appresa (scopri cos’è in questo articolo).

Una volta che la tua attività preferita ti avrà aiutato a liberarti dalle ruminazioni, solo allora potrai provare a cercare soluzioni concrete al problema, identificando almeno una cosa che concretamente potresti fare. Se per esempio ti preoccupa una situazione spiacevole al lavoro, potresti decidere di chiamare un amico intimo per farti dare qualche consiglio. Farlo mentre sei in preda alla ruminazione non è utile, e puoi scoprire perché leggendo quest’altro articolo. Ma se il tuo stato emotivo è più positivo, questa potrebbe essere una buona soluzione.

Benessere psicologico: ecco il suo peggior nemico
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Chi sono

dott. Andrea Epifani - Psicologo Bologna
dott. Andrea Epifani - Psicologo Bologna

Sono psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e dottore di ricerca.

Oltre a lavorare nel mio studio privato a Bologna, sono professore universitario a contratto di "Psicologia clinica" presso l'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo".

Le mie aree di intervento riguardano principalmente i vari disturbi d'ansia (attacchi di panico, disturbi ossessivo-compulsivi, fobia sociale...), i disturbi dell'umore e le problematiche relazionali.

Per appuntamenti o informazioni:
Studio: Bologna, Via Mazzini 82.
Tel.: 389-0443350
Mail: andreaepifani@gmail.com
Sito: http://BolognaPsicologo.net

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